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Nei primi anni del Seicento, l’accentuato degrado dell’antica parrocchiale di Santa Maria del Castello (Sancta Maria de Castro), che per oltre quattro secoli era stata attiva sull’altura di fianco al castello, impose la costruzione di una nuova chiesa, in un luogo meglio accessibile ed in conformità con le esigenze dei fedeli.
Inizialmente la chiesa fu costruita con dimensioni più ridotte rispetto al progetto a causa del diffondersi, in quel tempo, della peste. Solo verso il 1760, su progetto dell’ingegnere Giuseppe Trona di Mondovì, si allungò la struttura con l’aggiunta di due cappelle, una per parte, alle sei già esistenti e si rifece la facciata.
Quest’ultima presenta le peculiarità del periodo tardo barocco e sul portale centrale campeggia lo stemma del Comune con la corona marchionale. Nel corpo centrale si evidenziano due ordini di nicchie con le statue in stucco raffiguranti i quattro evangelisti. Il campanile, che per quasi due secoli rimase privo dell’ultima sezione e del cupolino di copertura, vide il suo definitivo compimento nel 1821, su disegno di Michele Fracchia. Alla sua base è murata un’antica pietra in arenaria con scolpite, in stile gotico trecentesco, le figure della Vergine Incoronata, con ai lati lo stemma del Marchesato di Ceva e un personaggio in atteggiamento orante. La scalinata di accesso, in marmo chiaro di Garessio, fu portata a compimento nel 1842, su progetto di Luigi Mazzolino.
L’interno consta di un’unica ampia navata, voltata a botte e scandita da un ordine corinzio costituito da una sequenza di paraste binate che inquadrano quattro archi a tutto sesto per lato, all’interno dei quali si aprono le cappelle laterali. Lo spazio si contrae in corrispondenza dell’arco trionfale dando accesso al presbiterio, il quale si completa a sua volta in un’armonica conca absidale, dove ha sede il coro, costruita nel 1789 su progetto dell’ingegnere Giuseppe Davico di Ceva. L’insieme pittorico della volta fu realizzato nel 1864 dal celebre artista Andrea Vinaj, che dipinse, con toni neoclassici, i principali momenti di vita della Madonna: la Nascita, l’Annunciazione, la Sacra Famiglia, la Dormizione e l’Assunzione. Ad organico completamento del complesso pittorico egli ritrasse, nelle lunette sovrastanti le finestre laterali, profeti e sibille.
A scenografica ultimazione dell’abside, nella parte più alta di esso, è sistemato un vistoso gruppo scultoreo in gesso in stile barocco del monregalese Toscanelli che rappresenta la Vergine Assunta titolare della parrocchia, con ai lati san Bernardino da Siena e san Tommaso da Villanova in atteggiamento orante.
Le cappelle che si affacciano sulla navata centrale sono otto, partendo dall’ingresso: a sinistra, del Battistero, della Vergine Immacolata, del Suffragio e della Madonna del Rosario; a destra, dell’Assunta, del Transito di San Giuseppe, di Sant’Agostino, detta anche della Madonna del Carmine e della Madonna Addolorata, quest’ultima dal 1924 divenne oggetto della maggiore devozione poiché vi fu collocata la statua quattrocentesca della Madonna Addolorata.
Il pulpito fu costruito e posato nel 1928 dalla ditta Vacca Luigi di Torino. La sua struttura include l’ossatura di un altro rozzo pulpito proveniente dalla vecchia parrocchiale di Santa Maria del Castello dal quale, per tradizione popolare, si crede abbia predicato San Bernardino da Siena durante una sua permanenza a Ceva nel Quattrocento. L’organo è opera della ditta Vittino di Centallo.




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