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Il monumento al tenente colonnello Giuseppe Galliano è situato nei giardini allestiti nel 1932 nella piazza intitolata al medesimo.
L’opera scultorea è commemorativa delle gesta dell’eroico concittadino, nativo di Vicoforte, ma trasferitosi ancor fanciullo a Ceva con la famiglia, dove tornava ogni qual volta non era impegnato in azioni militari. Galliano si distinse nella Guerra di Abissinia del 1895-1896 e prima ancora negli scontri contro i Dervisci del Sudan, a salvaguardia della colonia italiana d’Eritrea. I meriti acquisiti in terra d’Africa gli valsero due medaglie d’oro e due d’argento al valor militare ed i cavalierati dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e dell’Ordine della Corona d’Italia. L’evento che più esaltò la sua figura fu la strenua difesa del forte di Enda Yesus, presso Macallè, nel gennaio 1896. Il 1° marzo successivo cadde nella battaglia di Adua ed il suo corpo non venne mai ritrovato.
Il 17 aprile 1898 si costituì una commissione per le onoranze alla sua memoria a Ceva, che chiese all’Autorità Militare di intitolare a Galliano la locale Caserma Alpina e stabilì di indire un concorso per la realizzazione di un monumento, in suo onore.
Si aggiudicò l’esecuzione dell’opera lo scultore torinese Giuseppe Vittorio Cerini, che si avvalse della collaborazione della fonderia Strada di Milano. L’opera venne inaugurata il 17 settembre 1899. Lo stesso giorno, venne anche scoperta la targa marmorea dell’intitolazione della Caserma Alpina a Giuseppe Galliano.
Il monumento raffigura Giuseppe Galliano nel momento più fulgido della sua carriera, sulle cortine del forte di Macallè. La base è costituita da un’aiuola quadrata, chiusa da gradoni di granito, con agli angoli pilastrini dello stesso materiale, uniti da grosse catene in ferro. Al centro dell’aiuola sono disposti massi di roccia a rappresentare una balza scoscesa e da questi si eleva un piedistallo, formato da blocchi di granito di Vaie in valle di Susa, per due lati modellati a spacco naturale e per due squadrati, che danno l’idea di uno spalto di fortezza, su cui si erge il gigantesco busto bronzeo dell’Eroe, ritratto in atteggiamento fiero e marziale ed ammantato della bandiera. Sul lato sinistro dello spalto è sistemato un cannone dell’epoca in ghisa, privo dell’affusto, avvolto da una ghirlanda d’alloro in bronzo. Pure di bronzo è la targa posta sulla parte frontale con la scritta: Ceva a Giuseppe Galliano 1899. Sui massi rocciosi alla base comparivano i nomi di Macallè, Agordat, Coatit e Senafè, ad indicare alcuni dei luoghi più importanti che avevano visto protagonista Galliano, ma il dilavamento di oltre cent’anni li ha completamente cancellati.
Il 1° giugno 1902 una delegazione di ufficiali dell’8ª Divisione militare di Genova, guidata dal generale Panizzardi, giunse a Ceva per onorare Galliano e collocare ai piedi del monumento una corona di alloro in bronzo, dov’è tuttora esposta, a ricordo dei campi estivi di addestramento che l’anno precedente la stessa divisione aveva effettuato nel territorio di Ceva, con oltre settemila uomini. L’artistico manufatto venne fuso presso le officine del reggimento di artiglieria di Genova dal capotecnico Molinari.




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