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I portici esistenti risalgono al medioevo e si trovano nel centro storico: in via Carlo Marenco, in via Lodovico Sauli, in via Roma, in piazza Gandolfi; alcuni resti si possono osservare anche in piazza Vittorio Emanuele II, ma nel tempo vennero chiusi ed inglobati negli edifici soprastanti, mentre al borgo Sottano se ne trovano ancora alcune porzioni su entrambi i lati di corso Garibaldi.
I portici di via Marenco possono essere definiti come il vero “centro” fisico della città, si sviluppano lungo tutto il suo tracciato, caratterizzato da residenze medioevali con pregevoli facciate alcune delle quali portate in luce e altre ancora nascoste sotto gli intonaci. I portici sono la sede del commercio e della vita sociale che hanno luogo sotto di essi da quasi otto secoli. Sono distinti in portici piccoli (quelli sul lato settentrionale) e portici grandi o maggiori (quelli sul lato meridionale).
La loro origine è riconducibile alla seconda metà del XIII secolo, a testimonianza dell’importanza commerciale di questa strada, che nei tempi passati è stata denominata Contrada delle Volte ed in seguito Contrada Maestra.
Prima della costruzione di questi spazi coperti, il percorso era probabilmente caratterizzato dalla presenza di numerose tettoie lignee a servizio dei negozi adiacenti. Poiché il filo delle costruzioni era arretrato, la via era molto più larga ed aveva un aspetto differente rispetto a quello odierno, tra la metà del Duecento e i primi anni del Trecento, vennero fatti avanzare i fronti delle costruzioni, generando gli attuali portici e attribuendo così un’immagine ordinata alla strada, che conserva tuttora. Contestualmente e nei secoli successivi, vennero scavati vani sotterranei che servivano come magazzini e cantine alle botteghe e alle abitazioni sovrastanti. A questi locali si accedeva grazie a strutture in muratura, dette banconi, che venivano utilizzate come piani di appoggio per l’esposizione delle merci nei giorni di mercato.
A partire dal Cinquecento, questi manufatti accessori furono ritenuti ingombranti e di ostacolo al transito e lentamente cominciarono ad essere rimossi. Solo negli anni Quaranta dell’Ottocento vennero completamente demoliti e sostituiti con botole e relative inferriate presenti ancora oggi.
A metà dell’Ottocento la pavimentazione dei portici era in parte in selciato e pietra, in parte in lastricato di mattoni o di quadrelli e in alcuni tratti solo terreno nudo. Si trattava di una superficie irregolare, l’amministrazione civica, prima con il sindaco avvocato Moretti e poi col sindaco Carlo Marenco, riparò il selciato dei portici maggiori e nel 1841 ne realizzò uno ex novo in sostituzione di quello vecchio. in lastre di arenaria. Questa fu sostituita con nuove lastre di pietra di Luserna, negli anni Ottanta del Novecento per quanto riguarda i portici maggiori e nei primi anni 2000 per i portici piccoli.
Risalgono alla fine dell’Ottocento e ai primi decenni del Novecento la maggior parte delle vetrine delle attività commerciali presenti in via Marenco; si tratta di strutture espositive a monoblocco in legno, molte di pregevole fattura, spesso di importanti dimensioni, realizzate dai laboratori artigianali cebani.





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